Dal rating al finanziamento: Come funziona l’accesso al credito
Dal 2008 gli accordi di Basilea hanno introdotto per le banche sistemi di rating obbligatori che valutano le imprese attraverso parametri precisi, tra cui: bilanci, flussi di cassa, marginalità operativa, struttura del debito.
A seconda del livello di rating, corrisponde la possibilità o meno di reperire finanziamenti e le loro condizioni.
Questo articolo esamina il funzionamento del rating bancario, quali dinamiche lo influenzano, il ruolo che questo ha nell’accesso ai finanziamenti, e perché una figura esperta può rivelarsi risolutiva nella richiesta di un finanziamento bancario.
Il rating creditizio: Uno strumento di valutazione
Il rating bancario applicato a imprese e persone fisiche, è uno strumento tecnico di valutazione del merito creditizio. Viene espresso tramite classi di rischio e utilizzato dalle banche per stimare la probabilità o meno di inadempimento di un debitore entro un determinato orizzonte temporale.
Questo è elaborato attraverso modelli quantitativi e qualitativi che integrano informazioni di natura economico-finanziaria, patrimoniale, reddituale e comportamentale.
Sviluppato successivamente alla crisi finanziaria del 2008, in conformità ai requisiti regolamentari previsti dagli accordi di Basilea, è utilizzato anche per finalità gestionali interne delle banche, oltre che per il calcolo dei requisiti patrimoniali.
Per le imprese, il rating si basa prevalentemente sull’analisi di elementi quantitativi quali bilanci, flussi di cassa prospettici, struttura finanziaria, capacità di rimborso, oltre che su elementi qualitativi quali il settore di appartenenza, la struttura organizzativa, l’affidabilità del portafoglio clienti e la loro puntualità nel rispettare le scadenze di pagamento.
Il rating è dinamico e soggetto ad aggiornamento periodico o a revisione straordinaria in presenza di eventi rilevanti, come variazioni significative della situazione economica o finanziaria del debitore.
Impatto delle performance aziendali sul profilo creditizio
Una delle variabili che incide direttamente sui parametri utilizzati nei modelli di rating bancario e quindi sulle probabilità di accesso ai fondi, è quella delle performance aziendali.
I sistemi di scoring analizzano la coerenza tra fatturato dichiarato, marginalità operativa e struttura dei costi: performance peggiori rispetto ai benchmark settoriali, ovvero i valori medi o attesi per imprese simili in un dato settore, fanno si che l’algoritmo di valutazione delle banche penalizzi il punteggio complessivo.
Infatti una marginalità anomala rispetto agli standard del settore viene interpretata come segnale di rischio, attivando procedure di approfondimento che rallentano l’istruttoria e possono tradursi in condizioni di finanziamento meno favorevoli o nulle.
Le centrali rischi (banche dati gestite da autorità di vigilanza o da operatori privati che raccolgono informazioni sui rapporti di credito tra banche e clienti) incrociano automaticamente i dati patrimoniali con i flussi registrati: incongruenze tra EBITDA dichiarato, utile netto e disponibilità liquide, attivano segnali d’allarme sull’incoerenza finanziaria dell’impresa che degradano il rating assegnato.
Per quanto riguarda invece finanziamenti garantiti da Fondo di Garanzia o altri strumenti pubblici, la verifica della congruità tra ciò che è dichiarato e movimentato costituisce requisito vincolante per l’erogazione.
L’accesso ai finanziamenti in funzione del rating
In funzione della classe di rating attribuita, la banca determina l’ammissibilità o meno dell’impresa al credito e definisce le principali caratteristiche tecniche dell’operazione finanziaria; tra queste, l’importo concedibile, la durata, la forma tecnica del finanziamento, il livello di assorbimento patrimoniale e le eventuali garanzie accessorie richieste.
Questo inoltre incide sui sistemi di monitoraggio successivi alla concessione del finanziamento influenzando la frequenza delle revisioni, le soglie di attenzione e le clausole contrattuali.
In tale contesto, l’accesso al finanziamento non si configura come un atto discrezionale della banca, come precedentemente alla crisi finanziaria del 2008, ma come l’esito di un processo tecnico regolato.
Il ruolo di un CFO nella richiesta di un finanziamento
L’introduzione del rating obbligatorio sulle imprese ha reso il processo di concessione del credito molto più selettivo: conoscere criteri e normative e sapere come gestirle, è diventato fondamentale per le imprese, specialmente quando si ricercano finanziamenti presso le banche.
Se presente in azienda, un CFO identifica i punti deboli basandosi sui parametri che caratterizzano il sistema di rating e interviene per migliorarli, utilizzando strumenti di pianificazione finanziaria e riorganizzazione della struttura economica, analizzando i numeri in profondità, strutturando la pianificazione finanziaria e supportando le decisioni strategiche dell’ impresa rafforzando così il dialogo con le banche e rendendolo più autorevole.
In mancanza di questa figura, il Temporary CFO si comporta come una lente d’ingrandimento che studia la situazione dell’impresa e interviene concretamente sui diversi fronti subentrando in azienda per il tempo necessario alla risoluzione delle eventuali criticità.
In un ambiente in cui le banche tendono a gestire gli affari secondo i propri criteri, una figura specializzata nel settore può volgere la situazione a proprio vantaggio, conoscendo i meccanismi del credito, i termini tecnici e sapendo decifrare la lingua delle banche.
Conclusioni
Negli ultimi anni, il rapporto tra imprese e banche si è profondamente trasformato.
Dopo la crisi finanziaria del 2008, l’introduzione degli Accordi di Basilea ha rivoluzionato l’approccio degli istituti di credito per quanto riguarda la concessione di prestiti, introducendo sistemi di rating sempre più sofisticati per valutare l’affidabilità delle aziende.
Se prima ottenere un finanziamento era relativamente più semplice, oggi un rating basso si traduce automaticamente in tassi di interesse più elevati o, nei casi peggiori, nel rifiuto del credito.
Molte sono le variabili in gioco e altrettante le scelte da fare anche dopo aver ottenuto il finanziamento.
In questo contesto sempre più complesso, spesso ci si trova a navigare in acque sconosciute, senza gli strumenti adeguati per comprendere e gestire i parametri che determinano il proprio rating aziendale e le variabili legate al finanziamento.
In mancanza di un CFO aziendale, un temporary CFO può fare la differenza tra concessione o rifiuto del credito.












