Secondo i dati pubblicati il 30 Novembre 2023 da Eurostat, l’agenzia statistica dell’Unione europea, l’inflazione nei 20 Paesi che utilizzano l’euro è scesa al 2,4% (stima flash), ben lontano dal picco del 10,6% dell’ottobre 2022, quando la crisi energetica ha fatto impennare i prezzi e affossato aziende e conti familiari (1).

Anche in Italia l’inflazione scende ai minimi da marzo 2021, segnando a novembre un +0,8% su base annua, e una diminuzione dello 0,4% a livello mensile (2).

Commentando questi dati, Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea (BCE), ha sottolineato che “Non è ancora il momento di dichiarare vittoria” la battaglia per il contenimento dei prezzi non è ancora finita, e che sarà il mantenimento degli attuali tassi di interesse per un periodo “sufficientemente lungo” ad aiutare il recupero della stabilità dei prezzi (3)

L’inflazione di fondo, che esclude i prezzi volatili del carburante e dei generi alimentari, rimane infatti più alta del dato principale, al 4,2%.

Attualmente, il tasso BCE è al 4,5%, e gli analisi prevedono una prima riduzione tra Aprile e Giugno 2024 (3).

Inflazione e l’innalzamento dei tassi di interesse hanno messo a dura prova l’andamento delle PMI

Secondo l’analisi sulle Liquidazioni giudiziali realizzata da CRIBIS, nel terzo trimestre di quest’anno le aziende che hanno dichiarato fallimento sono state 1.563, +8,8% rispetto allo stesso periodo del 2022, mentre Sono 5.468 le imprese italiane che hanno dichiarato fallimento nei primi nove mesi del 2023 (+1,48% rispetto allo stesso periodo del 2022) (4) e (5).

La responsabilità è attribuita all’effetto combinato dell’alta inflazione e dei rialzi dei tassi di interesse, che hanno ridotto la liquidità e causato ritardi di pagamenti verso i fornitori, che sfociano in casi di insoluto.

Secondo l’Economic Outlook dell’Autunno 2023 di BusinessEurope (6), gli elevati tassi di interesse continuano a frenare la crescita degli investimenti e renderanno più difficile soddisfare le esigenze di investimento legate alla transizione verde e digitale.

L’economia europea ha continuato a crescere lentamente nella prima metà del 2023 poiché l’impatto dei tassi di interesse più elevati ha frenato la domanda.

La crescita economica recupererà moderatamente nel 2024 con la ripresa della spesa delle famiglie e la ripresa dell’attività commerciale internazionale

L’inflazione che cala lentamente e i tassi d’interesse che rimangono alti pongono un freno che limita le famiglie e le imprese

La riduzione del potere d’acquisto e l’aumento delle spese, per l’acquisto di beni a credito, mette a dura prova la liquidità dei consumatori. Le aziende possono trovarsi ad affrontare un calo della domanda, che si traduce in una riduzione dei ricavi e dei profitti

Contemporaneamente, aumentano i costi di finanziamento per le aziende.

L’aumento dei tassi di interesse può rappresentare una minaccia per le imprese per diverse ragioni (7): 

  • Costi di finanziamento più elevati
  • Riduzione dell’accesso al credito
  • Riduzione della domanda dei consumatori
  • Depressione degli investimenti aziendali
  • Deprezzamento degli investimenti esistenti
  • Impatto sulle valutazioni di mercato

In sintesi, un rialzo dei tassi di interesse può aumentare i costi di finanziamento, ridurre l’accesso al credito, diminuire la domanda dei consumatori, scoraggiare gli investimenti aziendali, svalutare gli investimenti esistenti e influenzare negativamente le valutazioni di mercato. Tutto ciò può minacciare la stabilità finanziaria e la redditività di un’azienda.

In questo contesto economico, quali potrebbero essere le conseguenze per un’impresa?

Il nostro consiglio agli imprenditori è di analizzare nel dettaglio, attraverso un check up, l’impatto che la situazione attuale ha per la loro azienda. 

Il check up è uno strumento rapido ed economico attraverso il quale per l’azienda cliente è possibile avere un’analisi preliminare della situazione e un primo piano operativo.

Manager specializzati forniscono un’analisi obiettiva e realistica, individuando le eventuali criticità, gli ambiti di miglioramento, definendo le possibili aree di intervento e valutandone anticipatamente i benefici.

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